Oltre Caronte: i Bronzi di Riace!

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Gli allievi della “Narbone” Media, Dirigente Scolastico prof. Francesco Pignataro, dei plessi “Centrale” e “Semini”, giorno 5-04-2018 hanno attraversato lo stretto per sfiorare Reggio Calabria. Un viaggio didattico istruttivo all’insegna dell’amicizia, dell’osservazione, del paesaggio e della conoscenza. Gabriella Longobardi

Traghettati da “Caronte”, hanno vissuto trepidanti il folle volo di attraccaggio da terra in mare, per poi arrivare di nuovo a terra, assaporando gioiosi l’ebrezza del mare e inalando l’odore di salsedine. Hanno vissuto la pienezza dell’allegria, mista alla paura e allo stato di vertigini, della maestosità e dell’infinitezza del mare e della sua profondità, data l’altezza di cima della poppa. Tutti a bordo, a esperire le folate di vento e a parafrasare le scene del film “Titanic”.
Scesi a terra si sono recati al Museo Nazionale di Reggio Calabria. I ragazzi hanno visto, altresì, le tombe in terracotta, i vasi e le anfore biansate a base rossa con pittura grafica nera e hanno osservato le statue dei Dioscuri. Una sana consapevolezza del mondo greco antico, ricco di monili in bronzo e oro. Gli allievi hanno avuto la possibilità di riflettere sulla struttura della società greca, percependola da arredi poveri e nobiliari delle tombe, da armi civili e gorgoni augurali e da maschere teatrali.
Sul finire sono entrati in camere di forma rettangolari e vetrate a giorno, digitalizzate e protette dagli inquinamenti esterni, che li hanno condotti al luogo in cui sono state riposte, dopo la rimozione e il soggiorno per tre anni di restauro, le due statue di bronzo siceliote e greche del V sec. a. C, pervenute in eccezionale stato di conservazione presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale di Reggio. Le due statue, rinvenute nei pressi di Riace Marina, sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell'arte greca e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell'età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori sono diverse, ma non esistono elementi che permettano di attribuire con certezza le opere a uno scultore, così ai bronzi è stato dato il nome della città del ritrovamento. Le guide ci hanno restituito l’altezza immaginifica, corrispondente a circa 1 m e 97 cm delle due sculture in bronzo, corredate ai bracci di scudi mancanti, rappresentanti un giovane e un vecchio, imponenti e idealizzanti il concetto di bellezza dei Greci.
In seguito, recatisi a Taormina, sono stati attratti dallo scenario mozzafiato di chiesette e case arroccate lungo le passeggiate rigeneratrici dei viali gremiti di gente e di artisti di piazza, musicisti e pittori che riportano a una vivacità turistica solare e isolana.
Il viaggio per i nostri allievi è iniziato laddove il ritmo del cuore li ha esposti al vento della paura, conservando una più ricca identità di territori e radici greche e siciliane. Gabriella Longobardi

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Responsabile del sito Prof. Daniele La Delia

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